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La Carbossiterapia.

Aggiornamento: 25 apr

La Carbossiterapia è una tecnica iniettiva utilizzata per trattare il dolore, le ulcere e gli inestetismi di viso e corpo, sin dal 1932.

A quel tempo, infatti, presso la stazione termale di Royat (Clermont Ferrand, Francia) tre medici iniziarono a somministrare piccole quantità di anidride carbonica, per via sottocutanea, in pazienti affetti da arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

Con il tempo le applicazioni della carbossiterapia divennero sempre più frequenti ed i medici che la utilizzavano scoprirono molteplici campi di applicazione: terapia del dolore benigno, infiammazioni croniche, inestetismi di viso e corpo, sintomi da insufficienza venosa cronica e linfo-lipedema.

La storia Italiana di quella che poi verrà definita:" Carbossiterapia" inizia verso la metà degli anni Ottanta, per affermarsi definitivamente, come trattamento di elezione per la PEFS, la comune "cellulite", in occasione del XVI congresso nazionale di medicina estetica di Roma, nel 1995.

Attualmente, la carbossiterapia è una tecnica medica praticata negli Stati Uniti, in Giappone, nella Corea del Sud, in diversi Paesi del Sud America e in svariati Paesi Europei. In Italia, è presente la società di Carbossiterapia Italiana con sede a Milano fin dal 1993.

Moltissimi sono gli studi scientifici che dimostrano l'efficacia della Carbossiterapia nel trattamento dei sintomi da insufficienza venosa cronica, nelle arteriopatie periferiche, nella S. di Raynaud, nel dolore artro-mio-fasciale, nel linfo-lipedema, nelle dermatiti, dermatosi, acne e psoriasi, nei cheloidi e nelle cicatrici e, a livello estetico, nel trattamento della PEFS, delle adiposità localizzate, nella lassità cutanea e nella biorivitalizzazione del viso, nonché come supporto nell'alopecia areata e androgenetica.

La tecnica di somministrazione è molto semplice e prevede un'iniezione dermica, intradermica o sottocutanea di volumi variabili di anidride carbonica alo stato gassoso, erogati con flussi e temperature differenti, a seconda dei casi.

Gli effetti sono molteplici e dipendono dalla modalità e dal flusso erogato: l'aumento della pressione tissutale di anidride carbonica richiama ingenti quantità di ossigeno, per riportare il sistema all'equilibrio, con aumento dell'afflusso di sangue arterioso capillare e del metabolismo cellulare.

La carbossiterapia viene per questo applicata in molteplici rami della medicina, quali:

  • Dermatologia;

  • Medicina estetica (antiaging, rigenerativa e ricostruttiva);

  • Chirurgia vascolare;

  • Ginecologia.

 Nello specifico, si rivela molto utile nel trattamento di:

-        Insufficienza venosa cronica e insufficienza linfatica,

-        Alterazioni della microcircolazione,

-        Ulcere degli arti inferiori,

-        Psoriasi,

-        Invecchiamento cutaneo,

-        Cellulite ed adiposità localizzate,

-        Smagliature,

-        Cicatrici ipertrofiche,

-        Alopecia,

-        Fenomeno di Raynaud,

-        Ringiovanimento vulvare e vaginale,

-        Dolore artro-mio-fasciale acuto e cronico, di origine benigna.

La carbossiterapia è utile nel trattamento di tutti quei disturbi caratterizzati da alterazioni della microcircolazione, sulla quale, proprio l'anidride carbonica è in grado di esercitare effetti benefici e di tutte quelle condizioni che necessitano di un aumentato apporto di ossigeno ai tessuti (aging cutaneo, dolore, PEFS, adiposità localizzata).

In seguito alla sua somministrazione, come abbiamo detto, l'anidride carbonica incrementa il flusso ematico locale mediante:

  • L'aumento della sfigmicità arteriolare e meta-arteriolare, ossia l'aumento della dilatazione e della ritrazione delle pareti elastiche di arteriole e metarteriole, che favorisce la spinta del sangue dal flusso ematico al microcircolo.

  • Il rilassamento delle cellule muscolari lisce presenti a livello degli sfinteri precapillari.

Questa vasodilatazione serve ad incrementare l‘apporto di ossigeno ai tessuti e alla cellula ed il drenaggio di cataboliti più o meno tossici, quali quelli che si sviluppano in seguito ad infiammazione e dolore: da qui la spiccata azione antalgica del trattamento.

Gli effetti dell'anidride carbonica sono molto evidenti anche a livello del tessuto adiposo, dove può:

  • Indurre l'attivazione di una cascata di segnali che culmina con la stimolazione dell'attività della lipasi intra-adipocitaria, l'enzima che idrolizza i trigliceridi presenti all'interno degli adipociti portando alla formazione di acidi grassi e glicerolo, riducendo pertanto il volume della cellula stessa;

  • Aumentare la concentrazione locale di ossigeno attraverso l'incremento dell'effetto Bohr (effetto per il quale si assiste al rilascio di molecole di ossigeno da parte dell'emoglobina in risposta a una diminuzione locale del pH e a un aumento della concentrazione locale di anidride carbonica). L'aumento del rilascio di ossigeno favorisce i processi catabolici di ossidazione degli acidi grassi, per i quali la presenza di questo gas è fondamentale.

 

L'anidride carbonica viene allontanata dall'organismo mediante i meccanismi endogeni di eliminazione che vengono utilizzati anche in condizioni fisiologiche.

La carbossiterapia, quindi:

-        Contrasta la cellulite e le adiposità localizzate,

-        Migliora l’aspetto di viso, collo, decolleté,

-        Migliora la circolazione sanguigna (ossigenazione dei tessuti)

-        Stimola il drenaggio venoso e linfatico

-        Attiva il metabolismo

-        Ha effetto anti-aging sui tessuti

Il trattamento ambulatoriale avviene mediante micro-iniezioni, in dosi variabili, in punti specifici del corpo, alcuni corrispondenti a meridiani di agopuntura.

La velocità con la quale l'anidride carbonica fuoriesce e la quantità di gas iniettato devono essere stabilite dal medico.

Al termine della seduta è sempre possibile riprendere tutte le normali attività quotidiane. 

Ogni ciclo terapeutico consta di un numero variabile di sedute, determinate in base al tipo di patologia o inestetismo. 


Prima di sottoporsi a una seduta di carbossiterapia è necessario eseguire una Visita Medica al fine di escludere la presenza di eventuali controindicazioni o potenziali rischi per il paziente.




 

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